Denervazione delle articolazioni posteriori della colonna

Termorizotomia delle faccette articolari

Lo scopo della Termorizotomia delle faccette articolari è quello di interrompere “parzialmente” l’innervazione delle articolazioni zigoapofisarie (che separano le vertebre l’una dall’altra), riducendo così nettamente la percezione dello stimolo doloroso.
Ciò consente inoltre la ripresa di una migliore autonomia nelle attività quotidiane e, cosa importante, la possibilità di intraprendere un programma rieducativo e riabilitativo altrimenti difficile da eseguire.

Eseguita correttamente e con le dovute precauzioni, in regime di ricovero e in ambiente con adeguato sistema di monitoraggio ed assistenza del paziente, la metodica è scarsamente invasiva e non gravata da particolari rischi e/o complicanze (ematomi, infezioni ecc.).

Durante la procedura si pone grande attenzione alla sterilità e alla disinfezione e vengono garantiti un accesso venoso, il monitoraggio della frequenza cardiaca e della saturazione dell’ossigeno.
Si richiede inoltre al paziente di sospendere l’eventuale terapia antiaggregante/anticoagulante almeno una settimana prima.

Il paziente condotto in sala operatoria, viene fatto sdraiare sul lettino curvo in posizione prona: questa posizione ha lo scopo di far “aprire” gli spazi vertebrali per facilitare l’introduzione dell’ago da parte del medico.
Previa anestesia locale superficiale si individua l’articolazione interessata con l’ausilio dell’amplificatore di brillanza.
Una volta posizionato l’ago munito della relativa termocoppia sul bersaglio (individuato grazie alla stimolazione sensitiva e motoria), si procede, previa ulteriore anestesia locale, alla termorizotomia utilizzando la radiofrequenza a 80-90°C per 60-90 secondi. Prima di estrarre l’ago si somministrano anestetico locale e cortisone.

La procedura viene ripetuta su tutti i target individuati clinicamente.

Al termine della metodica si trasferisce il paziente dal letto curvo alla barella e, verificata l’assenza di effetti avversi, si riporta in reparto.

L’intervento, correttamente condotto, è privo di effetti avversi per il paziente e può portare ad un beneficio permanente con scomparsa o riduzione della sintomatologia per diversi mesi.
In caso di riacutizzazione del dolore la procedura può essere ripetuta.

Prima di procedere con l’intervento, è indicata l’esecuzione di un test con l’infiltrazione delle faccette articolari con anestetico locale.