Percorso

Il “mal di schiena” rappresenta la più comune causa di malattia dopo il raffreddore.

Si calcola che dal 65 all’80% della popolazione mondiale sia destinata prima o poi a soffrirne e che rappresenti il 30-50% dei disturbi che un medico vede nel corso della sua attività generica.

Il dolore può comparire in maniera acuta e violenta, come nel caso di una sciatica o lombosciatalgia, oppure in maniera più subdola e insidiosa, come nel caso del vero e proprio ”mal di schiena”, che invece di migliorare spontaneamente diventa sempre più invalidante.

percorso algologico

In ambedue i casi è importante fare subito una diagnosi.

L’elevata complessità strutturale della colonna vertebrale, che è basata su un delicato equilibrio tra scheletro, articolazioni, muscolatura e midollo spinale, pone la necessità di affrontare la patologia dolorosa acuta o degenerativa del rachide secondo un approccio multidisciplinare.

Il nostro Spine Center nasce proprio per integrare le competenze di branche complementari come l’algologia, la neurochirurgia, l’ortopedia, la neurologia, la neurofisiologia, la riabilitazione e la psicologia, che spesso si trovano ad affrontare la patologia acuta e degenerativa del rachide nella loro pratica quotidiana, al fine di trovare un percorso diagnostico e terapeutico integrato.

Nel nostro Spine Center i diversi professionisti si confrontano utilizzando un linguaggio ed un background scientifico comune, servendosi degli strumenti della diagnostica algologica e dei concetti maggiormente validati secondo la più moderna letteratura scientifica basata sulla medicina dell’evidenza (EBM).

Il dolore rachideo deve essere valutato anche nella prospettiva di una possibile cronicizzazione e degli atteggiamenti disfunzionali ad esso conseguenti.
Il sonno, l’appetito, l’umore e la vita relazionale sono aspetti importanti che, quando compromessi, concorrono a sconvolgere la vita del paziente. Per chi si occupa di cronicità, prendersi cura di questi aspetti rientra in un approccio di tipo bio-psico-sociale. Partendo da una precisa e corretta diagnosi algologica, che definisce la sede della lesione algogena, il possibile meccanismo patogenetico e se il dolore è ancora “normale” o è diventato “patologico”, il paziente viene avviato a percorsi terapeutici il più possibile personalizzati.